Il concept

Si potrebbe dire chè ciò che brilla nel gioiello di paola volpi è la scintilla del cortocircuito fra diversi mondi e materiali.

Così una collana fatta con i filtri dell’olio per macchinari industriali sembrerà un alga marina, un anello di nylon sinterizzato, creato in stampa 3D evocherà il movimento del vento, una cartolina in metallo tagliata a laser servirà poi a creare una collana.

Il nucleo dell’ispirazione alla creazione di un gioiello è quello della trasformazione del materiale attraverso tecniche artigiane sempre unite alle nuove tecnologie. Lo spiazzamento, la seduzione e l’imprevedibilità sono i mezzi per sperimentare e innovare nel progetto di design del gioiello.

CONVERSAZIONE CON PAOLA VOLPI

Si deve partire dal valore simbolico del gioiello, sia nel caso che sia un ricordo di momenti importanti della propria vita (nascita, matrimonio, morte) e quindi evocativo di un avvenimento sia nel caso che sia un oggetto che esprime la personalità di chi lo indossa.

Io dico sempre ai miei studenti che devono pensare il gioiello come un oggetto il cui miglior espositore è il corpo. Il corpo è il contesto di una piccola esposizione ambulante e il dialogo fra l’oggetto e il suo contesto sono fondamentali.

Posto questo concetto iniziale dobbiamo vedere anche quanto il mondo del gioiello sia cambiato negli ultimi 10 anni . Al valore intrinseco del materiale si sta pian piano sostituendo il valore estrinseco del progetto ovvero della capacità evocativa che ha il gioiello.

Già Chanel negli anni 30 disse che portare una collana di diamanti è come portare un assegno al collo. Ovvero sottolineava con la sua ironia, quanto il materiale prezioso fosse relativamente importante e allo stesso tempo affermava con forza il potenziale evocativo concettuale che ha un gioiello.

Ormai ciò che indossiamo come gioiello è un oggetto che parla di noi sia nella scelta dello stile che dei materiali. Abbiamo voglia di essere affascinati dal gioiello perché ci parla di un mondo oppure perché ci fa vedere un aspetto di quel mondo , ironico spiazzante o poetico. È un dialogo che si instaura fra chi indossa e chi osserva.

Nel mio caso io prediligo l’aspetto di elaborazione spiazzante o concettuale di un materiale che tenga conto di esempi di alta tradizione come il ready made di Duchamp o il concettuale Magritte o il surreale Dalì. Cerco nella decontestualizzazione di un materiale comune, di unire l’ornamento alla funzione, di unire l’evocazione di un mondo comune (materiale) con l’evocazione di una storia artistica e concettuale (forma).

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